Sweet Potato
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sabato 7 aprile 2012 | 16:37 | 0 Commenti
Vorrei riportare all'attenzione di tutti voi un articolo molto interessante. Come se qui in Italia non ci fregassero già abbastanza nel quotidiano... Beh, io so che molti di voi questa cosa la conoscono ma non la applicano. Ebbene, a fronte di uno Stato che ci vuole sempre più servi e meno padroni di noi stessi, io dico che dobbiamo applicare tutti quanti questo piccolo accorgimento. Male non fa, al massimo potrete solo rimanere più che soddisfatti, ed il vostro portafoglio piangerà di gioia. Vediamo insieme di che si tratta, vi posto l'intero articolo e sotto metterò il link del progetto:

Io leggo l’etichetta: fare la spesa

risparmiando 1400 euro all’anno

E' il progetto nato dall'idea del bolognese Stefano Brogna con oramai
10mila utenti su Facebook basato sul fatto che per legge su ogni prodotto
deve essere riportato lo stabilimento di produzione. E spesso si scopre
che molti prodotti a marchio generico sono fatti in stabilimenti
di aziende specifiche, ma costano molto meno












Guardare prima l’etichetta e poi il marchio. Sembra questo l’insegnamento
di “
Io leggo l’etichetta”, il progetto nato dal bologneseStefano Brogna ma ormai
condiviso da quasi 10mila utenti sull’omonimo gruppo Facebook.


Perché guardare le etichette? “Perché su una spesa media di 60 prodotti
settimanali è possibile risparmiare fino a 120 euro al mese, in media 50 centesimi
a prodotto. A fine anno avrete recuperato oltre 1400 euro”, spiega Brogna. Al di là
dei conti che variano ovviamente a seconda delle abitudini di acquisto, il ragionamento
di “Io leggo l’etichetta” è semplice. Per legge su ogni prodotto deve essere riportato
lo stabilimento di produzione, a quel punto basterà confrontare le varie etichette
e scoprire così che il caffè 
Esselunga è prodotto dalla Pellini e lo yogurt a marchio Conad
(e anche quello a marchio Coop) dalla Vipiteno. Con un risparmio di 12
centesimi a vasetto se si scelgono i prodotti della grande distribuzione. Ancora:
i pannolini Coop sono prodotti dalla Huggies, ma quelli a marchio generalista
costano 64 centesimi in meno rispetto ai più blasonati cugini, e le uniche differenze,
spiegano gli utenti del sito 
ioleggoletichetta.it, sarebbero da ricercare in alcuni
pupazzi disegnati sul fronte e sul retro dei pannolini.


A lavorare al progetto ormai centinaia di internauti che quando vanno al supermercato si prendono la briga di verificare le etichette e controllare prezzo,
peso, stabilimento di provenienza e ingredienti. Scoprendo magari che alcuni prodotti
sono indistinguibili al gusto, provengono dallo stesso stabilimento e  hanno gli stessi
ingredienti nelle stesse identiche dosi. “Cito sempre il caso del wurstel Wuberone,
praticamente identico allo sconosciuto Salumeo”. Allora non c’è proprio differenza?
“Come cittadino non posso assicurare niente a nessuno – spiega Brogna – perché
ad esempio nonostante la corrispondenza di dosi e ingredienti potrebbero cambiare
le 
materie prime, oppure l’acidità. Quello che posso dire è che spesso le similitudini
sono impressionanti, e che la maggior parte delle volte le differenze di costi sono
imputabili alla confezione e al marketing”.


Il sito attivo da mesi ha già fatto molto parlare di sé e per ora l’ideatore non è
stato contattato dai produttori o dalla grande distribuzione. “All’inizio avevo anche
un po’ di 
paura, il fatto che nessuno stia smontando i nostri confronti ci conforta e
ci spinge a proseguire”.


Ultimo esempio apparso pochi giorni fa sul sito. “La bevanda di riso biologico Conad
è prodotta da Riso Scotti! Da Leclerc 1,89 euro contro 2,59 del più blasonato Scotti”.
A scrivere è Giuliano Gialli, ma assieme a lui sono decine e decine gli utenti che
aggiungono giorno per giorno informazione sul forum e sul gruppo 
Facebook.
Conad, Coop, Esselunga ma anche Lidl, Pam e Despar. Sul sito di “Io leggo l’etichetta”
c’è una sezione per ogni marchio della grande e grandissima distruzione, e per tutti
è segnalata l’abitudine di etichettare col proprio logo prodotti sfornati da stabilimenti
che lavorano anche per marchi di prestigio. Scrive un’utente del forum: “i 
tarallini
a marchio Coop sono prodotti dalla nota marca Dolce Bontà, i taralli di Putignano.
E sono buonissimi! Ovviamente costano almeno 0,50 cent meno rispetto a quelli
tradizionali Dolce Bontà nella confezione gialla e marrone , che io di solito
trovo alla Conad. 


Ecco invece il link del progetto, vi consiglio anche di vedere i video sulla pagina e di condividere quest'articolo il più possibile:http://ioleggoletichetta.it/
PAST FUTURE


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Francy
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